Il Combustibile Solido Secondario (CSS)

In Italia annualmente si producono oltre 32 mln.t di RU. Il problema della loro gestione, già oggi particolarmente grave in alcune zone, è destinato a peggiorare per la necessità di chiudere parte delle discariche dove attualmente vengono destinate 17 mln di tonnellate di rifiuti, pur a fronte di un incremento di raccolte differenziate ed un leggero calo della produzione di rifiuti, in conseguenza della crisi che attanaglia il nostro paese.
L’imperativo, perciò, è quello di ridurre drasticamente i quantitativi di RU avviati in discarica, incrementando parallelamente il recupero di materia ed energia al pari di quanto avviene nei Paesi europei più virtuosi.
Per conseguire questi obiettivi un importante contributo, già ampiamente sperimentato nei principali Paesi europei, è conseguibile dai Combustibili Solidi Secondari (CSS) ottenuti dai rifiuti urbani (RU), che possono essere opportunamente utilizzati negli impianti di combustione esistenti in sostituzione dei combustibili fossili.

Sostenibilità sociale
La produzione e combustione del CSS è sostenibile sotto il profilo sociale perché la filiera del CSS non è in contrasto con la raccolta differenziata, ed anzi si integra pienamente a questa ed al recupero di materia permettendo, durante la fase di produzione, di ricondurre al riciclo parte dei rifiuti indifferenziati che sfuggono alla raccolta differenziata. Per ogni tonnellata di rifiuti avviata alla produzione di CSS, circa un 25% è costituito da metalli, vetro e altri materiali che vengono recuperati nelle fasi di separazione.

Sostenibilità ambientale
La filiera del CSS è sostenibile sotto il profilo ambientale, innanzitutto in termini di riduzione del consumo di risorse naturali e di materie prime, consentendo di recuperare energia comunque necessaria e prodotta a partire da fonti fossili. Ma è sostenibile dal punto di vista ambientale soprattutto in termini di minori emissioni, perché sfrutta il semplice principio per cui la combustione avviene direttamente a contatto con le materie prime, e molti composti, che in altri processi di combustione finirebbero nei fumi, sono in questo caso catturati dal prodotto finale senza alternarne la qualità. Test di laboratorio confermano che non si verifica alcun rilascio di inquinanti dal prodotto e dalle sue applicazioni. Inoltre, grazie all’impiego di CSS negli impianti industriali che consumano già combustibili fossili (carbone e/o petrolio), è possibile ottenere una sensibile riduzione delle emissioni complessive di CO2, beneficio accompagnato ad un miglioramento della bolletta energetica nazionale.

La produzione di CSS
Il CSS Combustibile (cosiddetto “CSS End of Waste”) può essere prodotto solo in impianti autorizzati e certificati Uni En 15358 o registrati Emas. Infatti la cessazione della qualifica di rifiuto è sancita con l’emissione, da parte del produttore, di una dichiarazione di conformità da redigersi secondo precisi schemi allegati al regolamento. In caso contrario il produttore è obbligato a gestire il CSS come un rifiuto. Il decreto elenca altresì tutte le tipologie di rifiuti che non possono essere impiegate ai fini della produzione del CSS Combustibile oltre a regolamentare le norme relative al deposito, movimentazione e trasporto dello stesso.Da ciò ne deriva una importante novità per il sistema di trattamento e valorizzazione dei rifiuti, già consolidata in alcune esperienze tra le quali emerge quella di Venezia – Veritas/Ecoprogetto, unica in Italia, dove il CSS prodotto viene, da oltre 10 anni, utilizzato in co-combustione con il carbone nella centrale termoelettrica di ENEL “A. Palladio” di Fusina.La scommessa è trovare il giusto equilibrio tra criticità del sistema e compatibilità ambientale dell’innovazione necessaria alla produzione, con l’obiettivo di raggiungere una vera e propria sostenibilità ambientale – economica – organizzativa del nuovo prodotto che passa anche attraverso la fiducia nella qualità della produzione e nella possibilità della commercializzazione del prodotto stesso.